Categoria: L’Approfondimatto

La decadenza di Berlusconi e il ritorno del forzismo. Mentre a sinistra è tutto un gran mosciume

L’Approfondimatto del 17/09/2013 su ilQuotidiano.it 

Adesso che la nazionale ha staccato con largo anticipo il biglietto per i mondiali di calcio in Brasile, il mondo ha iniziato a guardarci con perplessità: d’accordo essere felici per la qualificazione raggiunta, ma incitare il Paese a scendere in piazza già da adesso per gridare Forza Italia è sembrato un po’ a tutti decisamente prematuro. Interpellato a tal proposito al recente G20 l’imbarazzatissimo Enrico Letta ha dovuto così cancellare un paio di appuntamenti e mettersi lì con pazienza a rinfrescare la memoria dei suoi colleghi circa il movimento di Berlusconi nato nel 1994 e tentare di spiegare questa sorta di revival politico.

Obama, che non è riuscito a tenere a freno la sua spavalda esuberanza stelle e strisce, pare abbia sbottato dicendo: “Ma Berlusconi è il nanerottolo che mi diceva che ero abbronzato? Non l’avevate condannato e mandato in prigione?”. Dopo che Letta gli ha spiegato che in Italia ci sono ben tre gradi di giudizio e che per Berlusconi sono addirittura quattro se ci mettiamo la giunta per le elezioni e le immunità e poi cinque con il voto in senato, il Presidente americano, per dimostrare come le cose nel suo Paese siano più rapide, ha alzato la cornetta del telefono rosso e ha ordinato di attaccare la Siria.

Già, perché all’estero proprio non capiscono cosa ci sia ancora da dover giudicare sulla decadenza del cavaliere. Tra condanne, compravendite di parlamentari, bunga bunga, festini in Sardegna, relazioni extraconiugali, botulini, impianti di capelli, lifting, ceroni… di politici più decadenti al mondo proprio non ce ne sono. Eppure per la tenuta di governo il diktat di Berlusconi sembra proprio necessario. “Dopo il definitivo dissolvimento del fascismo e il prolasso del celodurismo” dicono gli elettori di destra “se cade anche il forzismo, ahinoi, non rimane che un gran mosciume”.

Hai voglia, infatti, a guardare con fiducia a sinistra. Alle feste estive del partito si srotolano ancora i tappeti rossi all’arrivo dei dirigenti che hanno fatto scempio degli ideali e delle lotte politiche di una vita, mentre i giovani turchi, ormai, sono diventati maturi precocemente e anche loro iniziano a ricoprirsi di quella muffa verdognola e un po’ pelosetta. L’unico che ancora sgomita e Matteo Renzi, ma solo perché a sinistra è quello più a destra. Lo si potrebbe definire il politico futurista, rottamatore e asfaltatore, che guarda ai giovani e usa il loro gergo. “Il Pd deve tornare ad essere più cool” dice in occasione della presentazione del libro L’Italia dei Democratici. Fino ad ora, infatti, ha pensato solo a darlo via il cool.

Il mare agonizza: bandiera blu a mezz’asta. Lavorare, lavorare, lavorare perché al mare non ci posso più andare

L’Approfondimatto del 11 luglio 2013 su ilQuotidiano.it

San Benedetto del Tronto. In questi tempi di crisi e di ristrettezze economiche molti italiani hanno dovuto rinunciare persino alle tanto sospirate vacanze. A conti fatti non ci esce nemmeno un fine settimana mordi e fuggi, ma che addirittura non si possa neanche fare un tuffo in mare per rinfrescarsi dalla canicola questo è davvero troppo. Il sindaco Gaspari, infatti, dopo i prelievi da parte dell’Arpam, ha dovuto vietare la balneazione nella zona della foce dell’Albula per via della presenza sopra i livelli di guardia di batteri enterococchi e escherichia coli. Insomma, si rischia di fare qualche bracciata in mare aperto e sentire all’improvviso il bisogno di tirare lo sciacquone.

La situazione è confusa. C’è chi dice che il fiume raccolga anche le acque sporche di altri territori, oppure che nottetempo qualcuno ci svuoti l’autospurgo, sta di fatto che quello della presenza “allarmante” di batteri è un problema che si ripete senza che nessuno riesca a trovare una soluzione. L’assessore all’Ambiente Canducci minimizza e dice che “Quando piove e entrano in funzione le pompe di sollevamento non c’è più la separazione tra le acque bianche e quelle nere”. Per questo una delle soluzioni proposte dall’assessore sarebbe quella di non effettuare più prelievi nei giorni di pioggia intensa. Stando così le cose è come dire che il “problema”, per quanto lo si voglia mandar giù, finirà sempre per tornare a galla.

Ma che la vicenda sia, in effetti, più estesa e che le colpe siano piuttosto da ricercare nelle Amministrazioni poco attente alle questioni legate all’ambiente e alla salute dei cittadini, trova conferma nel divieto di balneazione anche sulle coste di Alba Adriatica. Il problema è sempre lo stesso: alta concentrazione di batteri fecali. Questa volta sotto accusa sarebbero il cattivo funzionamento del depuratore e gli scarichi abusivi nel Vibrata tanto che ormai, nella zona, pare che tutti abbiano iniziato a chiamarlo torrente Vibrione. A tal proposito è trapelata la notizia che Ugo Nespolo abbia sentito l’esigenza artistica di mutare la sua nota opera esposta sul lungomare di San Benedetto in “Lavorare, lavorare, lavorare, senti che puzza vien dal mare”.

Insomma, pare proprio che da queste parti ce la stiano mettendo tutta per far sbiadire le bandiere blu che dovrebbero certificare il mare pulito e la forte attenzione per la sua salvaguardia. L’ultimo a minacciarne l’esistenza e Filippo Olivieri. È suo il progetto per il nuovissimo porto turistico di Grottammare: “Un vero e proprio investimento per la città, uno strumento messo nelle mani del territorio”. Sarà, ma la sensazione è che se a San Benedetto qualcuno scarica direttamente nell’Albula, a Grottammare c’è qualcuno che continua a farla fuori dal vaso. Ma si sa, dopo essere stato trombato alle elezioni comunali e con l’imminente abolizione delle Provincie Olivieri, un attracco sicuro, bisogna pure che lo trovi.

Clamoroso, gli americani spiavano anche il comune di San Benedetto. Poi si sono stufati perché sentivano solo chiacchiere

L’Approfondimatto del 04/07/2013 su ilQuotidiano.it

San Benedetto del Tronto. La notizia, se confermata, potrebbe rendere immediatamente incandescente questa estate meteorologicamente un po’ ballerina. Pare che gli americani abbiano iniziato ad “interessarsi” alle attività della giunta già dallo scorso ottobre ai tempi della task-force italo-russa e abbiano intensificato le loro operazioni di spionaggio quando una delegazione guidata dal sindaco di San Benedetto è volata fino a Mosca per partecipare alla Fiera del Mitt ed è apparsa una foto su facebook che ritraeva Gaspari a pugno chiuso sotto il Cremlino.

Sta di fatto che a viale De Gasperi, allarmati per il caso Snowden, è bastato alzare qualche tappeto e scuotere qualche pianta ornamentale per fare uscire cimici da tutte le parti. L’assessore Sorge, sempre elegante e ricercata nei modi, pare sia saltata sul tavolo e abbia iniziato a gridare come una matta. “Che volete che sia” ha detto un’inserviente intenta a svuotare i cestini “le cimici si possono pure schiacciare. Il problema è che qui è pieno di parassiti e quelli sono più difficili da eliminare”.

Ma a mandare in fibrillazione i servizi segreti americani tanto da intensificare le forze sull’operazione denominata “Punteruolo Rosso” è stato l’arrivo sulla Riviera delle Palme dell’ambasciatore nord coreano Kim Chun Guk. Il timore era che San Benedetto diventasse una sorta di testa di ponte per i paesi comunisti. Parte dei sospetti potrebbero essere scaturiti dall’attività del dr. Massimo Urbani fautore dell’incontro e fondatore dell’Associazione C’è-Italia con sede a Pyongyang. Nelle trascrizioni delle intercettazioni, si è poi chiarito, quel C’è-Italia era diventato Che-Italia e subito ai piani alti era scattato l’allarme rosso.

“Tutta questa preoccupazione è ridicola” fanno sapere dal gabinetto del sindaco. “In questo momento di crisi sociale e di recessione economica diventa di importanza strategica scoprire come fanno a sopravvivere i Paesi soggiogati da regimi censori e violenti e che vivono da sempre in stato di povertà: non si sa mai”.

Insomma, a parte l’indignazione per essere stati spiati da una superpotenza alleata, per qualche mese in America c’è stato qualcuno che ha pensato seriamente che in Italia ci fosse ancora un’amministrazione di sinistra. Poi, quando hanno scoperto che in questo momento le preoccupazioni più grandi del sindaco si concentrano sulla fidejussione per la Sambenedettese che rischia di non potersi iscrivere al campionato di seconda divisione, hanno capito che i cattivi stanno da un’altra parte.

Le avventure del Cavaliere azzurro. Dal sogno in gonnella all’incubo con la toga

L’Approfondimatto del 27/06/2013 su ilQuotidiano.it

Non c’è proprio tregua per il Cavaliere. Dopo la sentenza Ruby è venuta meno anche la sua tanto ostentata sicurezza, la stessa che fino a poco tempo fa gli faceva urlare dai palchi di mezza Italia che non se ne sarebbe mai andato. Per la prima volta, invece, ha pensato seriamente di mollare tutto nelle mani della figlia Marina, nonostante il suo luogotenente Angelino Alfano abbia continuato ad esortarlo a tenere duro. “Sono troppe” pare abbia detto in un momento di sconforto “non ce la faccio a tener duro con tutte”.

Già, perché a scuotere le fondamenta del suo impero, nel bene e nel male, sono proprio le donne. Da sempre croce e delizia del Cavaliere, per vent’anni sono state il simbolo del suo potere politico, mediatico e televisivo, e adesso, incarnato nei tre giudici donna del Tribunale di Milano, sono diventate il simbolo della sua rovina. “Delle donne hanno usato altre donne per colpire un uomo” ha detto la fedelissima “Santadeché” accogliendo con sdegno la sentenza a sette anni. Dichiarazioni che sono sembrate esagerate fino a quando non abbiamo raccolto la testimonianza di chi alle cene di Arcore c’era: “Fidatevi” ci ha rivelato uno degli ospiti ancora sotto shock “quelle donne erano davvero pericolose, perché erano tante e tutte ignude”.

Qualcuno rimpiange i bei tempi dell’alleanza con Bossi. Si sa, allora la Lega ce l’aveva duro e in due le difficoltà si potevano affrontare meglio. Ma adesso che la debole accoppiata col Pd vacilla ogni giorno di più il Cavaliere si sente solo. Continua a confermare la sua fiducia al Governo Letta, ma in realtà non si fida più di nessuno e per garantirsi la sopravvivenza è dovuto passare a una politica sporca. Dopo i ricatti sull’Imu ha minacciato di far vestire Giuliano Ferrara da prostituta sul palco di piazza Farnese. È bastato che si mettesse il rossetto per ottenere subito il rinvio dell’aumento dell’Iva.

E che il cambiamento della politica italiana possa effettivamente arrivare dalle donne trova conferma anche a sinistra. Debora Serracchiani è riuscita a vincere in Friuli nonostante il Pd; Alessandra Moretti non perde occasione per attaccare le correnti e le vecchie logiche di partito; mentre Marianna Madia punta direttamente il dito contro il partito accusandolo di alimentare delle associazioni a delinquere sul territorio. Insomma, una vera e propria valanga rosa per un definitivo stravolgimento degli assetti politici. Da Firenze giungono notizie non confermate che Matteo Renzi, giusto per non farsi trovare impreparato, si stia lasciando crescere i capelli e stia imparando a camminare sui tacchi.

Voto a 5 stelle: un lusso che non ci possiamo più permettere. E c’è già chi pensa ad un Movimento B&B

L’Approfondimatto del 19/06/2013 su ilQuotidiano.it

Mentre Enrico Letta se ne va in giro per l’Europa a tranquillizzare i suoi colleghi sul fatto che in Italia, da quando c’è lui, le cose sono cambiate, il popolo continua a dover fare i conti della serva. Si mettono da parte anche gli spiccioli e comunque in molti si sono accorti che non basteranno nemmeno per farsi un fine settimana al mare. “Quest’anno l’unico lusso che mi sono potuto permettere è stato quello di votare 5 stelle” ci dice un operaio in cassa integrazione, “ma visto l’andazzo mi sembra la solita vecchia politica a mezza pensione”.
Il numero dei delusi, infatti, quelli che col senno di poi dicono che “non ne è valsa la pena”, cresce di giorno in giorno. Doveva essere una Rivoluzione e invece il Movimento di Grillo inizia a cadere a pezzi. Insomma, per l’elettore italiano è una passione continua, mai una gioia, mai una certezza. Se poi gli espulsi se ne andranno nelle file del Pd a sostenere un governo con Berlusconi allora sarebbe proprio una beffa. “La prossima volta” ci dice uno degli elettori delusi “metto direttamente una croce sul simbolo del Pdl, così almeno lo so fin da subito che il mio voto andrà a puttane”.
E infatti, finché destra e sinistra rimarranno imparentati, chi sta al governo continuerà a fare i comodi suoi. Berlusconi, nonostante le sentenze che pendono sulla sua testa, continua a giurare eterna fedeltà all’esecutivo Letta. Gli tocca addirittura frenare il suo Esercito delle Libertà che giura vendetta qualora qualcuno si permettesse anche solo di sfiorare un capello del suo tupè. In fondo per l’affaire Mediaset quello che rischia è l’interdizione dai pubblici uffici, in quelli privati potrà sguazzarci per quanto gli pare e piace.
Matteo Renzi intanto scalda i muscoli in panchina in attesa di entrare in partita. Il Pd è atteso a due appuntamenti importanti, il congresso e le primarie, e lui non vede l’ora di prendersi qualche rivincita. Eppure i sentori sono quelli che, ancora una volta, la vecchia guardia possa farsi in quattro per fare in modo di tenerlo fuori dal gioco e questa volta senza dover cambiare le regole in corsa. Pare che i requisiti necessari per candidarsi a premier siano quelli di non chiamarsi Matteo, di riuscire a dire coca-cola senza aspirare la “c” e soprattutto di non essere mai stato più di una volta ospite da Lilli Gruber.