Categoria: Articoli

Le cose cambiano: ovvero la morte della cravatta

Le cose cambiano. Quante volte lo abbiamo sentito dire o detto noi stessi, sottolineando il momento con una nota di dolente malinconia a trasfigurarci il viso e velarci lo sguardo. L’ho sempre trovata una affermazione irritante, spudoratamente falsa, forse perché non riuscivo ad accettare che le cose potessero cambiare davvero. In verità le cose cambiano, eccome. E può essere così, da un momento all’altro, oppure silenziosamente, nel corso degli anni, finché ci accorgiamo che a quei cambiamenti ci siamo già abituati. Insieme a noi cambiano gli usi e i costumi della società, i modi di vivere e di interpretare le nostre esistenze. E a decifrare questi mutamenti sono spesso oggetti comuni, di uso quotidiano. Come la cravatta…

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I mille colori della speranza

Nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969, all’una e venti circa, nel Greenwich Village a Manhattan, Sylvia Rivera afferra una bottiglia e la scaglia contro uno dei poliziotti che hanno fatto irruzione nello Stonewall Inn, il noto bar gay di Christopher Street vessato da continue retate. La mattina del 27 novembre del 1978, Dan White, ex consigliere municipale di San Francisco, dimessosi alcuni giorni prima a causa dell’entrata in vigore di una proposta di legge sui diritti gay a cui si era fermamente opposto, entra furtivamente in Municipio da una finestra del seminterrato. Ha con se una pistola. I due fatti, lontani nel tempo e nello spazio, e nonostante la loro tragica premessa, nascono entrambi da un forte desiderio di lotta sociale e allo stesso tempo da un incontenibile sentimento di speranza…

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Un popolo di irresponsabili amanti

Per tutto il periodo della mia adolescenza l’arrivo dell’estate ha significato la liberazione dalle fatiche scolastiche, la possibilità di dormire fino a tardi e, soprattutto, tornare a provarci con le ragazze al mare. Si riallacciavano i rapporti bruscamente interrotti l’estate precedente con le villeggianti abituali e si facevano nuovi e affascinanti incontri che ci portavano notizie di città e luoghi per noi lontani e sconosciuti. La disinibizione da ombrellone e la sfrontata esibizione giovanile facevano il resto. I ricordi più teneri sono quelli delle vasche notturne sul lungomare, a sfoggiare le scarpe nuove e a cercare di attaccar bottone con le ragazzine straniere scottate dal sole…

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Lo smartphone, casa dolce casa

Alle volte mi fermo a riflettere sull’incredibile velocità dell’evoluzione tecnologica. Ad esempio, non so se ci avete mai fatto caso, siamo passati dalla cabina col telefono a gettoni allo smartphone in circa vent’anni, ossia in un tempo relativamente breve abbiamo trasformato una scatola di vetro in cui si entrava esclusivamente per telefonare in un dispositivo sofisticato sufficientemente piccolo da poter infilare in una tasca e utilizzare in qualsiasi posto. Questo significa che i tempi del progresso tecnologico saranno sempre più corti e frenetici e tutto ciò, inevitabilmente, implicherà dei cambiamenti altrettanto drastici nei nostri comportamenti sociali. Ma non è detto che sarà ogni volta in meglio…

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