La stoffa del campione

A 13 anni andavo piuttosto bene nel nuoto. I tempi in vasca erano ottimi e qualche addetto ai lavori già iniziava a esprimersi con un certo interesse. Il mio forte era lo stile libero e, dimenticate chissà dove, dovrebbero esserci ancora delle medaglie che celebrarono le mie vittorie. Tre volte a settimana mio padre mi caricava sulla nostra Citroën Visa rossa e facevamo chilometri per raggiungere una piscina della zona nella quale avevano dato le prime bracciate un paio di atleti di spicco del nuoto italiano. Gli allenamenti consistevano essenzialmente nel nuotare, non c’era molto altro da fare, se non mulinare le braccia una vasca dopo l’altra e tornare a concentrarsi quando l’allenatore gridava di fare attenzione ai movimenti. Ma a me piacevano gli sport di squadra, che ci potevo fare, e qualche tempo dopo persi completamente la testa per la pallavolo…

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