Una storiella dei nostri tempi #4

Dopo qualche minuto con lo sportello aperto, il braccio infilato dentro e lo sguardo teso fino in fondo alla via, aveva ormai persa ogni speranza di vedere presto avvicinarsi qualcuno indicandogli che “Ecco, ancora un attimo di pazienza e se ne sarebbe andato via”. Iniziò a guardare l’orologio di frequente e ad inveire contro il proprietario della vettura che lo bloccava lì, quello “stronzo fetente”. Ad ogni passo che faceva avanti e indietro gli si disegnava in volto un certo brutto cruccio che alternava a momenti di disperazione appoggiandosi sconsolato al tettuccio. Uno che era arrivato come noi nel bel mezzo della tragedia gli suggerì di chiamare subito la municipale, ma manco finì la frase che fu azzittito da un coro generale. «E che secondo lei il signore non ci ha già provato» disse una donna che se ne stava un po’ di lato. «Sono almeno quaranta minuti che ha chiamato. Gli hanno pure detto che arrivavano col carro attrezzi per portarla via con la rimozione forzata, ma a questo punto mi sa proprio che se so’ persi per strada.»

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