Una storiella dei nostri tempi #3

La faccenda, lo capimmo subito, non era nemmeno tanto originale e si rifaceva al quotidiano disprezzo del bon ton e del codice stradale. Con la scusa che ormai è impossibile trovare un parcheggio in città, lasciare la vettura in doppia fila è diventata una consuetudine più che una necessità, una maleducazione così diffusa che è tacitamente concessa finanche dalle autorità. Quello incastrato al suo posto, qualcuno ci disse addirittura “da più due ore”, era un signore di mezza età con la camicia tutta zuppa di sudore. Aveva tentato con mille manovre di venir fuori da quella situazione, ma visto che per questione di mezzo metro l’auto non riusciva a sortire con la marcia indietro, si era attaccato al clacson per cercare di avvertire quello che gli aveva parcheggiato dietro.

Un Commento

  1. amleta

    Io qiando vivevo a Londra usavo metro e bus. In città a Milano usavo metro e bus. Adesso vivo in un paese mortifero e uso la macchina. Obbligatorio visto che abito fuori dal centro e non ci sono fermate di bus. Odio guidare. Odio cercare posto. Odio usare un auto. Non posso andare a piedi perchè le strade della zona son pericolose ( guidano inzuppati di prosecco) Era cosí bello camminare e scoprire fermate nuove. Adesso odio stare qui. 😕

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